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Palazzo Romagnoli
via Albicini 12
Sede della collezioni comunale del Novecento, Palazzo Romagnoli è una delle principali sede espositive della città di Forlì, e ospita una delle più incredibili collezioni di arte italiana del secondo dopoguerra al mondo: la Collezione Verzocchi.
Tra il 1949 e il 1950, l’imprenditore e mecenate Giuseppe Verzocchi, magnate dell’industria di materiale refrattario, ebbe la brillante intuizione di chiedere ai pittori italiani di dipingere un quadro sul tema del lavoro. I pittori avevano solo tre obblighi da rispettare: le dimensioni di 70x90 cm, l’inserimento di un mattoncini con le iniziali V&D, simbolo dell’industria Verzocchi e, infine, produrre un breve testo scritto per descrivere la propria opera.
Furono tanti gli artisti italiani che risposero all’appello: Severini, Vedova, Depero, Prampolini, Guttuso, Saetti, Casorati, De Chirico e molti altri ancora. Di fatto sono soltanto due degli artisti italiani principlai assenti nella collezione: Fontana, che non fece in tempo a produrre un’opera, e infine Giorgio Morandi, il quale declinò l’invito in modo brusco.
Le collezioni di arte del Novecento di Forlì non si limitano però alla sola collezione Verzocchi: molto bella e importante è anche l’esposizione delle drammatiche opere di Adolfo Wildt, artista poco noto ma dal fortissimo impatto emotivo, oltre alla Collezione Righini, coi dipinti di Giorgio Morandi.
Il Palazzo stesso merita una visita, grazie anche all’apparato decorativo opera di Felice Giani e bottega.
