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FORLÌ: ARTE E CULTURA NEL CUORE DELLA ROMAGNA
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Palazzo Comunale

Piazza Saffi

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Posto sul lato di Corso Garibaldi, il Palazzo Comunale fa bella mostra di sé su piazza Saffi, con la sua signorile facciata ottocentesca. Le origini del palazzo si intrecciano con quella della piazza. Intorno al Mille era un forte militare posizionato sul limite estremo del Campo dell’Abate, a controllo del fiume Rabbi e della strada maestra. A questo primo nucleo, fu aggiunto in data imprecisata un altro corpo, chiamato proprio Pallatium Communis, e che già esisteva nel 1359.
Nel 1369, con la prima cacciata degli Ordelaffi (Signori della città) e l’ingresso del legato pontificio, il famoso cardinale condottiero spagnolo Gil de Albornoz, il palazzo fu ricostruito per essere sede del potere cittadino.
Gli Ordelaffi riconquistarono il potere nel 1376, e nel 1412 si trasferirono nel palazzo, trasformandolo nella propria corte, su modello delle Signorie rinascimentali. Il potere forlivese, però, si dimostrò molto più instabile rispetto alle altre corti italiane: prima passò ai Riario (1481), poi ai Borgia (1499), infine divenne dominio pontificio (1503).
Sotto lo Stato della Chiesa, l’edificio subì una lunga fase di declino, nel quale fu in parte smantellato perché utilizzato come cava per altri edifici. Solo nel Settecento si ebbe un primo recupero del palazzo, quando fu chiamato uno dei principali architetti-scenografi del periodo, Antonio Galli da Bibbiena, per realizzare la Sala del Consiglio Comunale (o dei Fasti) e lo scalone monumentale.

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