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FORLÌ: ARTE E CULTURA NEL CUORE DELLA ROMAGNA
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La chiesa

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La facciata fu riportata in forme romaniche durante i restauri di inizio XX secolo. Spessi pilastri, che formano nicchie profonde, mostrano all’esterno la divisione in tre navate dell’interno. Due file di accentuate arcatelle cieche caratterizzano i corpi laterali, mentre la presenza di colonnine cieche in quello centrale evidenzia un gusto di origine lombarda dell’architettura.
Il portale gotico marmoreo, originale, ospita una lunetta del XIII secolo, col Sogno e visione dei Re Magi, opera attribuita al Maestro dei Mesi che operò anche nel duomo di Ferrara.
L’interno, a pianta basilicale a tre navate con tetto a capriate sorretto da pilastri in laterizio, risente molto dei restauri novecenteschi. Del doppio ordine di archi che caratterizza la navata principale se ne erano perse le tracce, ed è stato ricostruito nel dopoguerra.
La navata destra ospita il monumento funebre di Barbara Manfredi, opera di Francesco di Simone Ferrucci. L’opera, eseguita attorno al 1466, è una testimonianza della sepoltura rinascimentale fiorentina in terra di Romagna. Proseguendo lungo la navata, si trova una Madonna col Bambino di Marco Palmezzano, autore rinascimentale di grandissima qualità, capace di coniugare lo stile cortese all’epoca in voga, con le istanze proveniente da Venezia e la pittura belliniana.
Lungo la navata sinistra, si incontra un’altra tavola di Palmezzano, la Crocefissione con santi, prima di raggiungere la cappella più bella dell’Abbazia: la Cappella dei Ferri.

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