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Abbazia di San Mercuriale
Piazza Saffi
Inconfondibile grazia alla sua altissima torre campanaria, l’Abbazia di San Mercuriale è il simbolo stesso della città di Forlì.
Fondata sui resti dell’antica pieve di Santo Stefano (forse databile al V secolo), la sua costruzione si ebbe tra il 1176 e il 1181, dopo che un violento incendio aveva distrutto il precedente edificio pochi anni prima. Nel corso dei secoli furono molte le modifiche a cui la chiesa andò incontro, sia per mutamento del gusto estetico, sia per eventi naturali o traumatici.
I primi lavori si ebbero a causa del crollo dell’abside romanica, avvenuta nel 1505. Nel 1575 furono avviati lavori di ampliamento, che riguardarono soprattutto il presbiterio e la zona absidale, ricostruita di forma quadrata per poter meglio alloggiare il coro ligneo. A questi lavori si deve anche la sistemazione delle reliquie da San Mercuriale, primo vescovo della città, nell’attuale posizione.
Nel 1646 fu rifatta la facciata romanica secondo il gusto barocco vigente all’epoca, com ampie volute, pinnacoli e un ampio rosone a mezzaluna. Di questa facciata ci sono rimaste fotografie e cartoline d’epoca. Altri lavori furono eseguiti nel Settecento, anche a causa dei terremoti che colpirono la Romagna durante il XVIII secolo.
A inizio Novecento l’abbazia fu soggetta ad un ampio lavoro di restauro, che ripristinò l’antico aspetto romanico della chiesa. Nel 1941, fu abbattuto parte dell’antico chiostro, e ricostruito in forme fantasiose, nel tentativo di dare maggior visibilità al campanile. Rimasta danneggiata durante la guerra, fu al centro di un importante progetto di restauro e recupero che comportò anche il ritrovamento dei resti dell’antica pieve.
